Il Territorio e la Storia
 

LE ORIGINI E LA STORIA

L'OLIO SIDICINO SUI MERCATI ANTICHI

TRADIZIONI E RICORDI

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LE ORIGINI E LA STORIA


Teano, cittadina della Campania in provincia di Caserta, da cui dista 33 km in direzione nord, si compone di circa 13.800 abitanti e costituisce a livello provinciale il secondo comune per estensione di territorio.

Antica città fondata dai Sidicini, in lingua osca "Teianud Sidikinud", in latino "TEANUM SIDICINIM", divenne la capitale di questa popolazione.
Alle pendici del massiccio vulcanico di Roccamonfina è posta tra le antiche vie consolari Appia e Latina (l'odierna Casilina)
Fu oggetto di lunghe lotte tra i Sanniti ed i Romani.
Divenuta Municipio romano conobbe un periodo di grande sviluppo tanto da essere considerata (Strobone) la principale delle città attraversate dalla via Latina
Nel 339 ricevette la "civitas sine suffragio".
Sotto Augusto fu colonia.
Ebbe moneta propria osca, campana e romana.
Fu dotata di un Circo, di un ampio Anfiteatro, di cui rimangono i resti, del Foro, un santuario in località Loreto, delle terme, di un teatro, di imponenti mura .
Dello splendore raggiunto e dell'importanza come centro militare, produttivo, commerciale, culturale e termale parlano scrittori greci e latini (Diodoro Siculo, Ecateo, Antioco di Siracusa, Stradone, Cicerone, Livio, Virgilio, Orazio, Plinio, etc.).

 

Il Territorio nell'Antichità

Divenne diocesi nel 333 d.C. con s. Paride, ordinato vescovo della città dal Papa Silvestro I.
Subì le invasioni barbariche che la devastarono e che causarono probabilmente la costruzione della seconda cinta muraria.
Nell'anno 843 divenne capitale dello stato di Landenolfo, figlio di Landolfo di Capua.
Nel 1043 fu occupata da Riccardo il Normanno, conte di Aversa, poi dagli Angioini, dagli Aragonesi, etc.
Divenne feudo di varie famiglie napoletane e spagnole (Del balzo, Marzano, Carafa, etc.).
Nel 1700, i Casali si separarono dalla città e formarono 5 università o Terzieri con 5 sindaci detti: Del Demanio, Dei Vassalli, Degli Infanti, Di Versano, Di Furnolo e si divisero i beni.
Nei pressi di Teano avvenne il 26-10.860 lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II che Garibaldi salutava "re d'Italia".


La città nel Medioevo
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L'OLIO SIDICINO SUI MERCATI ANTICHI

Nell'anno 70 d.C. mentre l'eruzione del Vesuvio distruggeva Ercolano e Pompei, un famoso scrittore, scienziato ed alto dignitario dell'Impero romano, comandante della flotta imperiale di Miseno, nel tentativo di portare aiuto alla popolazione colpita e per soddisfare la sua enorme curiosità di scienziato, morì soffocato dalle esalazioni dell'eruzione.
E' Plinio, uno dei più grandi scienziati dell'antichità e di tutti i tempi, l'autore di una delle opere enciclopediche più conosciute per l'epoca di allora: Historia Naturalis; Opera animata dal senso di grandiosità della natura e composta di libri di argomento cosmografico, geografico, etnografico, antropologico, fisiologico, zoologico, botanico.

Tale opera tra l'altro ci dice, in forma perfetta, dell'origine dell'olio e del suo giungere in Italia, dei sistemi colturali e produttivi, delle qualità e delle tecnologie.
Ebbene in tale opera egli riconosceva la superiorità ed il prestigio delle olive sidicine (Teano era la capitale del popolo sidicino), olive che egli citava come le più ricercate sui mercati dell'impero.
Infatti nel Libro XV,16 espressamente cita:
…….. quam ob causam Italicis transmarinae praeferentur in cibis, cum oleo vincantur, et in ipsa Italia ceteris Picenae et Sidicinae ………. .
(… per questa causa per le olive da tavola sono preferite quelle dei paesi d'oltremare mentre per l'olio sono preferite quelle italiane e tra quelle italiane più delle altre le Picenee e le Sidicinee …..).


Non è possibile migliore presentazione dell'olio delle colline di Teano! Non c'è bisogno di scavare tra leggende e reminiscenze varie sulle cui autenticità si potrebbe ben dubitare.
La natura vulcanica e collinare del territorio, la salubrità dei colli e le esposizioni assolate delle pendici, il territorio così fertile ancora oggi così evidente, i corsi d'acqua sì numerosi e ricchi meritatamente rendevano il popolo Sidicino famoso non solo per le armi e la cultura ma anche per la finezza del proprio olio.

E che dire delle ulteriori ed evidenti testimonianze costituite dalle tante e tante vestigia di antichi frantoi di cui è disseminato il territorio tutto?
Da Versano a S. Marco, da Fontanelle a Tranzi, da Pugliano a Furnolo, da Casale a Borgonuovo, da Casafredda a Carbonara, qui da tempi remoti è nata la corsa all'olio più pregiato, a quell'olio che ha sempre svolto un ruolo di protagonista su mercati del settore, a quei prodotti prelibati della natura che hanno accompagnato gli sforzi biblici dei contadini di tante generazioni che hanno vissuto a volte solo di pane, olio ed olive.

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TRADIZIONI E RICORDI DI ALTRI TEMPI

Il processo di estrazione, nell'antichità , si riduceva a due fondamentali operazioni che utilizzavano strumenti via via più funzionali: macinare e poi pressare le olive.
A seguito della frangitura con macine mosse da un asino, la pasta oleosa veniva posta nei cesti o fiscoli e poi nella pressa per la vera e propria spremitura.
L'olio così ottenuto veniva raccolto in un pozzetto e poi a seguito di decantazione naturale veniva sottoposto ad una serie di travasi fino ad ottenere una buona limpidezza.
L'operazione di produzione olearia era piuttosto lunga e faticosa; pertanto nei frantoi il tempo si fermava e la notte si vegliava ed essa era tutt'uno col giorno. Il tepore del camino, le libagioni in compagnia ed il chiacchierio dell'attesa mitigavano l'ansia e l'attesa.
Ed alla fine la fatica, la pazienza e la stanchezza si tramutavano in soddisfazione per il raccolto.

Oggi i moderni oleifici dispongono di lavatrici, defogliatori, frangitori, gramolatici, separatori centrifughi e tutta una serie di macchine altamente meccanizzate idonee a rendere più veloci i processi di lavorazione, ad ottenere rese sempre più alte, a migliorare la qualità; il tutto azzerando la fatica dell'uomo.
E' pur vero che, per gli addetti ai lavori e per chi ha vissuto quelle esperienze, rimane comunque il fascino dell'antica impostazione del lavoro basato su fatiche immani.

E' così l'incanto dei ricordi avvolge la fantasia e trasporta indietro nel tempo a far rivivere il mondo fantastico del tempo che fu.
E così bene rendono le parole dello scrittore Napoletano, cittadino della fortunata città di Casale, a confine con il territorio di Teano, ove lo scrittore ha vissuto nella sua vita anche un'esperienza di grande produttore di olio.


Foto: collezione privata Di Benedetto

TEANO - loc. Porta Napoli:
l'abitazione in primo piano sulla sinistra, è una delle vecchie sedi del Frantoio

 

Era il tempo di macinare le olive al frantoio ....................
Il frantoio era fatto di due locali, il primo, grande, in cui stava il pozzetto dell'olio e la gigantesca vite, fissata sotto un gigantesco tronco di quercia squadrato, appoggiato su due colonne laterali.
Nel secondo locale, più piccolo, avevano costruito al centro il grande basamento con basoli di pietra vulcanica, su cui girava, tirata da un asino bendato, la grande macina che schiacciava le olive. Una prima volta le schiacciava, e bisognava disporre a cerchio al bordo del basamento quella specie di poltiglia. Dopo, una mezza palata per volta, con somma pazienza, bisognava ripassarla sotto la macina per ridurla in pasta.


E la lucerna, appesa alla stanga che girava, creava un gioco interminabile di ombra e di luce, nascondendosi ad ogni giro dietro la macina e poi riaffacciandosi; e la stanga, ad ogni giro, aveva uno scricchiolio particolare, e l'asina bendata girava, girava. Veniva il capogiro e una grande sonnolenza.
 
 
 
 


Si macinava una pila per volta. La pila era fatta di sette cesti, circa un quintale e mezzo. Quando tutta la pasta era pronta, si fermava l'asino, gli si toglieva la benda e lo si metteva a riposare nella stalluccia. Il frantoiano metteva la pasta nei fiscoli e li sistemava in due colonnine uguali sotto la vite, che rimaneva alzata in alto. Poi la si abbassava e il tavolone di sei centimetri su cui poggiava cominciava a premere sulle due colonnine dei fiscoli.

Tutti i presenti guardavano l'olio che gorgogliava in piccoli getti e scendeva a raccogliersi nell'apposito canaletto e scompariva nel pozzetto, accuratamente coperto. Momento delicato era l'apertura del pozzetto, per attingervi l'olio: ……………


........ da "Memorie del tempo che fù"
di Napolitano.

 

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VISITA LA CITTA'

La città ed il territorio tutto sono ricchi di monumenti e di resti dei vari popoli che vi hanno dominato;
Citiamo solo alcuni più rappresentativi:

Arx - Teatro Romano - S. Paride ad Fontem secIV - S. Maria de Intus sec.IX-X - S. Benedetto sec.IX - S. Maria Foris sec.X - Il Duomo sec.XI - L'Annunziata sec.XIV - S. Francesco sec.XV - S. Maria La Nova sec.XV- Museo Archeologico ( ricavato in un monumento insigne di arte romanica : La callerizza di epoca Angioina o Normanna )
- Borgo medioevale - Convento di S. Antonio - Monumento dello storico incontro tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi.

Bellezze naturali particolari sono costituite da:
Il Savone delle Ferriere
La sorgente Cadarelle per le sue acque carbonico-ferruginose
Vulcano spento di Monte Lucno

PERCORSO CONSIGLIATO:
Visita : centro storico - Museo Archeologico - Cattedrale - Teatro Romano - Santuario di S. Antonio - frantoio (nel periodo nov-dic)


PRINCIPALI MANIFESTAZIONI
Via Crucis mercoledì santo
Sagra dei sapori contadini tra le bellezze nascoste e dimenticate - giugno
Teano Jazz luglio
Motoraduno luglio-agosto
Estate a Teano luglio - agosto
Portoni Aperti agosto
Celebrazioni Unità d'Italia 26 ottobre
Festa di S. Antonio
Festa di S. Paride (patrono)
Concorso del vino nuovo Versano - maggio
Il presepe vivente

STRUTTURE RICETTIVE:
Azienda Agrituristica in loc. S. Massimo tel.
Azienda Agrituristica "La Nuova Peschiera" in loc. Ponte degli Svizzeri tel.
Ristorante "La Collinetta" in via S. Reparata tel.
Ristorante "Il vecchio Mulino" via Teano-Furnolo tel.

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ALBUM FOTOGRAFICO "Città di TEANO"
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